Zakariya: resilienza e determinazione

Rubinetterie Bresciane Bonomi, leader nella produzione di valvole e raccordi dal 1901, fin dalla sua fondazione si è distinta per qualità, passione e innovazione, integrando vari programmi di supporto per offrire opportunità di lavoro e formazione delle Persone. Negli anni, l’azienda ha collaborato con diverse istituzioni locali per creare percorsi di inserimento personalizzati, che valorizzassero le competenze e le aspirazioni dei giovani e dei meno giovani, fino ad ampliare il supporto anche ai rifugiati. I punti di forza dell’azienda includono tutor dedicati, corsi di formazione linguistica e professionale, e un ambiente di lavoro accogliente che promuove l’integrazione e la libertà di espressione. Questi sforzi non sono volti a migliorare solo la qualità della vita di coloro che hanno dovuto lasciare il proprio Paese d’origine, ma arricchiscono la realtà lavorativa, contribuendo alla sua crescita e al suo sviluppo. Attraverso la valorizzazione della diversità, l’obiettivo è quello di creare una cultura aziendale etica e inclusiva.

CAUTO è una cooperativa sociale bresciana che da trent’anni promuove inclusione lavorativa e sostenibilità. Ha sviluppato LABORA: un modello replicabile per l’inserimento dei rifugiati nei contesti aziendali. Nel 2024 ha accompagnato Zakariya Aweis, rifugiato somalo, in Rubinetterie Bresciane, supportando i referenti nei momenti critici e affiancando i suoi tutor con una formazione mirata. L’assunzione di Zakariya è il risultato di una sinergia efficace tra cooperativa e impresa: un percorso virtuoso, costruito con competenza, sinergia e attenzione condivisa all’inclusione.

Io ora sto bene, sono felice(Zakariya) 

Così vorremmo iniziare il racconto della storia di Zakariya, richiedente asilo di 30 anni, nato in Somalia e arrivato in Italia dopo aver attraversato il deserto e la Libia. 

Il primo periodo non è stato semplice, dal centro di accoglienza si è trovato in una situazione di spaesamento, senza un tetto, senza un lavoro stabile e senza sapere dove andare. Per oltre un anno, Zakariya ha vissuto senza un’entrata economica, solo con il supporto di Caritas e di servizi sociali territoriali. 

Il suo percorso professionale ha avuto origine con un tirocinio della durata di tre mesi, durante il quale si è trovato in una condizione iniziale di disorientamento, privo di esperienza e senza alcun riferimento tra i colleghi, con i quali aveva anche delle difficoltà nell’interagire in lingua. Nonostante percepisse di non riuscire a rispettare i tempi produttivi né a svolgere le mansioni assegnate con la massima efficacia, ha dimostrato un impegno costante, raggiungendo ogni giorno il luogo di lavoro in bicicletta, a testimonianza del valore attribuito a questa opportunità lavorativa. 

Per agevolare il suo inserimento in azienda, sono stati svolti incontri di confronto periodici con lui e con i referenti del Servizio Inclusione e lavoro del comune di Brescia che hanno seguito, oltre a Cauto, il suo progetto. Grazie anche al supporto di un mediatore culturale, è stato costruito un percorso quotidiano volto all’integrazione nel contesto aziendale, così che lui potesse lavorare su aspetti comunicativi e relazionali, dando priorità allo sviluppo di queste competenze e mettendo in secondo piano ogni aspetto produttivo. 

Zakariya riferisce che un punto di svolta significativo nella sua vita è stato il suo tutor e responsabile Marco Inverardi, che quotidianamente lo aiuta a continuare a migliorarsi. Marco si è preoccupato di seguire il suo inserimento con cura, costanza e dedizione. L’importanza che per lui hanno assunto il dialogo e del confronto emergono dalle seguenti parole: 

“Lui mi ha aiutato a capire i miei errori senza mai arrabbiarsi, mi ha insegnato a migliorare con gentilezza e pazienza” (Zakariya) 

Grazie a questa figura di supporto, Zakariya è riuscito a integrarsi bene nel nuovo ambiente lavorativo ed ha appreso le attività lavorative al meglio, diventando autonomo anche nell’operatività della mansione. 

E non è stata solo la vita lavorativa di Zakariya a migliorare. Col tempo ha superato le difficoltà iniziali, supportato anche dal rispetto e dalla compagnia tra i colleghi. Le pause caffè sono diventate momenti preziosi di socializzazione e amicizia. Zakariya ha trovato il suo posto in azienda. La crescita personale viene così raccontata dal suo responsabile Marco: 

“Da quando è arrivato si è integrato bene, è cresciuto sotto tutti i punti di vista: umani, relazionali e lavorativi. Ora ha degli obiettivi: una casa tutta sua e portare qua sua mamma. Questo percorso l’ha portato, dall’alloggiare in dormitori condivisi e non avere cibo, all’idea di potersi costruire un futuro” (Marco) 

Zakariya è contento del suo percorso e orgoglioso dei risultati raggiunti: il tirocinio si è trasformato in un contratto di lavoro e la sua storia continua, con nuovi obiettivi e sogni da realizzare, come il desiderio di trovare un appartamento tutto per sé. 

Sono molto contento e quando avrò una casa mia vi inviterò a pranzo, vi cucinerò i piatti tipici della mia cultura(Zakariya) 

Per tutti i colleghi Zakariya è diventato un esempio di resilienza e determinazione. La sua storia mostra come, nonostante le difficoltà iniziali, sia possibile integrarsi e costruirsi una nuova vita con la giusta attitudine e con il supporto di una rete territoriale che collabora efficacemente per lo stesso obiettivo. 

Le opportunità generano cambiamento(Nadia Tottoli, referente Servizio Inclusione e lavoro del Comune di Brescia)